Copertina del libro di Vincenzo Varlaro – La Radiofrequenza non ablativa in medicina estetica, Aletti Editore immagine di copertina

Vincenzo Varlaro


La Radiofrequenza
non ablativa in medicina estetica

Questo libro non mi aspettavo di scriverlo perché avevo deciso a priori che la radiofrequenza, pur rappresentando una tecnica terapeutica di grande diffusione e attualità, non potesse interessarmi.
Poi, Giorgio Fippi, l’Archimede Pitagorico della elettrologia medica italiana, ha pensato di coinvolgermi in tale materia da cui mi ero sempre tenuto a distanza per una mia naturale avversità alle scosse elettriche. Così ho iniziato a navigare nel web in cerca di appigli scientifici che potessero confortarmi, ma mi sono perso in un mare di proposte commerciali cinesi e non senza quasi mai incontrare la scienza. Il mio scetticismo e il mio pescato poco pregiato per qualche attimo mi hanno fatto vacillare tanto che ho pensato di abbandonare l’esplorazione conoscitiva iniziata.
Poi, la curiosità che ha spinto l’uomo a farsi catapultare sulla luna e il vento amico della passione per la scienza hanno fatto si che le mie vele riprendessero di nuovo il mare, incoraggiate anche dalla brezza benevola dell’amico Giancarlo Millevolte.
Così ho ripreso il largo e ho continuato il mio viaggio nel mondo per me difficile delle radiazioni elettromagnetiche.
Quando mi sono ritrovato di fronte a concetti del tipo: «A seconda della possibilità di modellizzare l’onda a seconda della forma del suo fronte d’onda, possiamo chiamare onda rettilinea se i suoi fronti d’onda sono rettilinei, circolare se i suoi fronti d’onda sono circolari, piana se i suoi fronti d’onda sono piani, sferica se i suoi fronti d’onda sono superfici sferiche. La soluzione di queste equazioni, del resto, non è univoca ed è necessario imporne la solenoidalità richiedendo che soddisfi le equazioni di Maxwell. In generale, la soluzione delle equazioni delle onde è una funzione della direzione di propagazione e del tempo» confesso che mi sono sentito come una sorta di fachiro che doveva patire tutta una serie di chiodi aguzzi.
Poi, l’abitudine a leggere concetti astrusi e per me per larga parte incomprensibili, mi ha reso impermeabile a questo tipo di pioggia che misconoscevo, insomma ho adottato l’ombrello della furbizia, ma solo per non fare naufragio. Così, come un novello Cristoforo Colombo, ho continuato a frugare nell’oceano del web e mano mano che procedevo nella mia ricerca qua e là, come sparuti fiori di campo ho iniziato a vedere i primi colori di una tecnica terapeutica medica che aveva sicuramente bisogno del mio intervento.
Ho avuto la sensazione di aprire una porta e di vedere in una stanza un disordine straordinario che aveva bisogno e con una certa urgenza, di essere risolto. Ho cercato, tradotto, filtrato articoli e ho assemblato concetti pescati nel mare dell’approssimazione per dare al tutto una logica scientifica.
Ho immagazzinato nel mio hard disk (il mio cervello) tanti dati e ho iniziato ad analizzarli e a metabolizzarli.
All’inizio sembrava tutto indigesto, un puzzle sconclusionato, ma poi, le cose hanno iniziato a schiarirsi come capita quando la nebbia che ha assediato le strade per giorni e giorni inizia a disfarsi, inizia a ripiegare i suoi veli e a disporli nel cassetto delle cose invernali per dare spazio alla nitidezza della bella stagione.
Insomma, ho scoperto che l’argomento meritava di essere conosciuto, di essere considerato.
Trattandosi di un volume destinato ai medici ho cercato di semplificare molto su quella che è la fisica delle radiazioni elettromagnetiche anche perché addentrarsi nel mondo delle equazioni di Maxwell o delle leggi di Kirchhoff avrebbe comportato per me un grande smarrimento.
Se il bosco ha tante spine meglio non addentrarsi, meglio camminarci accanto.
Spero che questa mia operazione sia riuscita, che non abbia penalizzato i contenuti scientifici in modo improprio, che non abbia offeso più di tanto la scienza della fisica delle radiazioni elettromagnetiche, della elettrologia. Una cosa è certa, la scossa non l’ho presa e questo è già molto.
Ho dentro di me un grande entusiasmo per il percorso appena iniziato e sono certo che non rimarrò a lungo a camminare sul ciglio del bosco nonostante il bosone di Higgs con il suo ringhiare cerchi di intimorirmi, di non farmi addentrare nel mondo della elettronica, di quell’insieme di conoscenze e metodologie teoriche e pratiche utili per la progettazione e la realizzazione di sistemi e apparati hardware in grado di elaborare grandezze fisiche sotto forma di segnali per svariati tipi di applicazioni.
Le realizzazioni dell’elettronica sono dei circuiti elettronici costituiti da componenti elettronici attivi e passivi collegati a mezzo di fili o tracciati conduttivi, in genere metallici, attraverso cui circolano correnti elettriche, sono un mondo sicuramente da esplorare e da ammirare perché esprimono i traguardi straordinari dell’ingegno umano.
Se conoscessimo le nostre cellule come l’uomo conosce l’elettronica oggi non ci ritroveremmo a vivere nella preistoria della terapia medica dei tumori. I generatori di radiofrequenza sono un esempio concreto di quanto possa risultare creativa l’ingegneria elettronica. Sono certo che a questa pubblicazione che non ha nulla in comune in termini di dignità con i testi impegnati della fisica elettrodinamica, ne seguirà un’altra più completa e appropriata perché quando si effettua un viaggio conoscitivo la meta non si raggiunge mai e il mito di Ulisse ne è l’emblema.
Quando si effettua un viaggio conoscitivo non si sa mai quali possono essere gli effetti di ciò che si conosce sul viaggiatore. In questo caso specifico mi è nato dentro un grande entusiasmo, mi sento contaminato dalla radiofrequenza e sono anche certo che non patirò malattie di sorta perché la cultura cura la mente e il corpo tutte le volte.
Per adesso mi godo (si fa per dire) il vettore di Poynting che descrive il flusso di energia associato alla propagazione del campo elettromagnetico. Più precisamente il vettore di Poynting è definito come la quantità di energia trasportata dalla radiazione elettromagnetica per unità di tempo e di superficie e si misura pertanto in J/m2s = W/m2. Si tratta di una importante relazione tra il campo elettrico e il campo magnetico il cui flusso associato a una superficie rappresenta l’energia elettromagnetica trasportata dalla radiazione elettromagnetica nell’unità di tempo attraverso la superficie stessa.
Una volta pensavo che fosse la filosofia il mio problema, adesso ho scoperto quello vero: l’elettrologia.

Vincenzo Varlaro

Vincenzo Varlaro è nato a Montegiordano (Cosenza) il 20 gennaio 1956.
Si è laureato in Medicina e Chirurgia e abilitato alla professione di medico-chirurgo presso l'Università degli Studi di Bari.
Attualmente è vicedirettore del Master Internazionale Biennale di II livello di Medicina Estetica e Terapia Estetica dell’Università degli Studi di Camerino dove insegna: Medicina Estetica, Endocrinologia, Fitoterapia, Semeiotica medico-estetica.

Altri testi scientifici dello stesso Autore:

  • Fitoterapia, AEFFE Edizioni, 2004, Roma.
  • Il Check-up di Medicina Estetica, Mattioli 1885 Editore, 2011, Fidenza (Parma).
  • La Cellulite, Aletti Editore, 2012, Guidonia (Roma).

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    Collana Elementa Vitae
    pp.100 €30,00

    ISBN
    978-88-591-0376-9