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Antonio Orani


E se ti serve

"Sono nato a Ozieri (Sardegna) in provincia di Sassari nel 1927 da famiglia operaia, primogenito di 9 figli.
Non avendo lavoro, tento la via dell’emigrazione. Erano gli anni ‘40, direzione Francia e insieme ad altri coetanei attraversammo la frontiera francese guidati da persona del luogo. Si intende clandestinamente.
Alla fine degli anni ‘40 rientro in Italia per trascorrere un periodo di convalescenza a causa di un piccolo infortunio sul lavoro. Mi recai dal Console Italiano a Nizza per chiedere un passaporto che ritirai dopo pochi giorni. Così decisi di partire, ma arrivato alla Stazione di Ventimiglia, presentato allo sportello il mio passaporto, fui fermato e consegnato agli addetti al servizio perché risultavo renitente di leva. Fui così trattenuto nel Carcere Militare di Torino per 25 giorni, in seguito rimandato in Sardegna in attesa di richiamo di leva. Finito il servizio militare a Napoli ritorno al mio paese, era l’anno 1950.
La mia permanenza a Ozieri durò poco tempo perché non c’era lavoro. Ho visto con molto dispiacere i lavoratori degli anni '40 fare la fila dinanzi all’Ufficio di Collocamento in attesa di qualche giornata di lavoro.
Decisi di ripartire per Roma all’inizio degli anni '50. Ho trovato lavoro nel settore edile, il mio carattere irruente mi aiutò ad inserirmi nel tessuto sociale. Conobbi il maestro Oliviero Leonardi, Direttore della Scuola di Pittura ROMACREA, di Arte Contemporanea e Futuribile, Astratta, che mi aiutò molto nella conoscenza dell’arte pittorica.
Con diploma del Maestro contemporaneamente lavoravo nel campo edile. Mi sono improvvisamente trovato a lavorare con la Ditta Pousce negli scavi e restauri al Centro Storico di Roma, fu per me una grande soddisfazione. Il mio mondo politico era il Sindacato CGIL stampella dei lavoratori dove il mio impegno era assiduo. Nel 1964 scrissi una poesia dal titolo Il vestito stretto, Aletti Editore, dedicato interamente ai sardi emigratori, delle mie opere non ho mai avuto il desiderio di vendere i miei dipinti d’accordo con mia moglie. È nata l’idea di farne donazione a Istituti di Ricerca, cosa che sto pensando adesso per onorare il pensiero della mia compagna di vita."

*
Dialogo con mia moglie

La luce nel buio.
Si vede perché lo pensi
l'incontri, sta davanti a te
vive nel tuo inconscio,
sta nel tuo pensiero, senti la
sensazione di trovarti in uno
stupendo sogno, crea in te
fiducia, la consapevolezza
di essere ascoltata.
Partecipare al dialogo
ti aiutava a sentirti libera
perché quel colore nel buio
e dentro di te vive con te
cammina con te, è presente
in tutte le cose che tocchi,
sta nel tuo pensiero, ti avvolge
vive intorno a te. Il buio diventa
luce di pensiero, perché tu non
sei sola a vivere la realtà
di quello che siamo e sopportiamo
lottiamo assieme a te per
allontanare il buio e abbracciare
la luce nel silenzio del rumore.
Questo piccolo dialogo è
dedicato a te, amore mio,
ripercorre la nostra vita
vissuta insieme,
ma non sarà mai sufficiente
e tanto grande come
lo eri tu.


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Collana "Gli Emersi - Poesia"
pp.48 €12,00

ISBN
978-88-6498-767-5