immagine di copertina

|
Andrea Pergolini
Fiori dell'essere
Nel discorso che tenne quando ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1975, Eugenio Montale si domandava se la poesia avrebbe avuto ancora una funzione e un ruolo nella società moderna, sempre più volgare e massificata.
A distanza di anni, mi viene da pensare che ancora oggi la poesia, nonostante da alcuni venga considerata un genere ormai poco praticato e meno accessibile al grande pubblico, possa essere ancora un tesoro prezioso, che soprattutto i giovani devono scoprire e un conforto e un incoraggiamento reali, nella sua luce particolare di
vedere e descrivere il mondo, le cose e i sentimenti.
Il bello, 'umano, il vero e la passione possono sconfiggere, o almeno cercare di farci dimenticare, la delusione che ci disgrega, la triste rassegnazione di molti, 'individualismo e 'apatia diffusi.
"Ma soprattutto amate i poeti. Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruirvi tombe, o simulacri, ma altari. Pensate
che potete camminare su di noi come su dei grandi tappeti e
volare oltre questa triste realtà quotidiana".
Così si esprimeva Alda Merini.
Un altro grandissimo poeta, Umberto Saba, sosteneva che la poesia
deve essere chiara e onesta ed è espressione della brama e del piacere.
Certo, non tutto in poesia è spontaneo e immediato, spesso molti
versi sono anche frutto di rielaborazione e meditazione, ma forse
'espressione del proprio animo resta sincera, nonostante a volte si
ricorra a inevitabili idealizzazioni di persone e oggetti. 'amore senza
dubbio, nella veste di gioia o dolore, estasi o paura di vuoto e abbandono,
costituisce un motivo ricorrente, anche in questi versi,
spesso dettati da questo sentimento, così complesso e indicibile, da
suscitare da sempre migliaia di parole per definirlo.
Introduzione di Andrea Pergolini
>
Ordina il libro
Collana "Gli Emersi - Poesia"
pp.56 €12,00
ISBN
978-88-6498-765-1
|