Ultimamente curiosa e fruga, con occhi e orecchie spalancate su androni neuronali paralitici, come personale ausiliario e di buona volontà. Porta in alto una malattia, un acufene, una periferia.
Golosa di polline e di miele per nutrirsi dell'intelligenza delle api, in trasmissione radiofonica. Livida, muore di freddo pur di giocare.
È fantascienza, è fantapoesia. Silenziosa quando è in agio, chiassosa in agitazione, eccessiva e pericolosa quando catturata. Vive su altipiani battuti dal vento del lamento e del così sia. Ha bisogno di badanti e di caffè, come punto di vista. È alleladdaf@tiscali.it.
Tra Abbasanta Nord e Berlino Est.
Francesca Alcocco ama le telenovele e il baccalà.
È una brava burocrate buona per ogni stagione, o partito, o età. Conosce la violenza dei fienili, fatta d’amore.
Improvvisa giornate e chiacchierate, sbandando pericolosamente. È un po’ stupida, come l'innocenza o una santa di mente o in preorgasmo, continuamente.
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