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immagine di copertina





Sandra Di Domenico


Bolle di carta

Sempre, davanti a una raccolta di poesie, cerchiamo di cogliere il filo che lega le diverse composizioni, le motivazioni della scrittura, la specificità del lavoro compiuto dall'autore. È un mistero al quale il lettore e il critico volentieri si sobbarcano per soddisfare la curiosit à di scoprire la natura di chi ha dato vita a quelle pagine apparentemente sparse (salvo che non si tratti di poesia dichiaratamente narrativa), le storie che stanno dietro le emozioni e i sentimenti che hanno animato versi scritti in occasioni e circostanze (e su temi) differenti.
Sandra Di Domenico ama identificarsi con immagini della natura alle quali chiede, forse, di aiutarla a fissare la propria identità; e cerca di afferrare e di fissare altre immagini prelevandole dai propri percorsi mentali anche nel dormiveglia, dall'incrocio di suggestioni che si intrecciano in momenti di insonnia, in attesa dell'arrivo del giorno, in frammenti di sogni, nell'involontario affiorare alla coscienza di figure e pensieri diversi.
Talvolta, a dettare i versi, è il bisogno di bilanci, la necessità di valutare il senso dei rapporti umani e sentimentali, l'affacciarsi dei ricordi che si impongono talvolta con la loro incombente corporeità e -magari- risultano sconvolgenti, infrangono illusioni o -diversamente- provocano il bisogno dell'approccio e del colloquio, fanno percepire reazioni anche fisiche all'imporsi di qualche immagine affettivamente rilevante.
Il contatto con gli elementi della natura appare come una sfida per andare a fondo nella conoscenza delle proprie verità. O, invece, per abbandonarsi alla felicità dei ricordi.
La «tasche» dei giorni, il «magazzino» degli oggetti che accompagnano l'esistenza vengono rovistati per ricostruire itinerari, intrecci, rapporti, e per trovare punti d'appoggio e sostegni: tutto ciò che poi si traduce nella parole dei versi e di cui l'autrice si chiede la ragione e il senso, al di là dell'ineludibile forza con cui si impongono moti istintivi e urgenze affettive dai quali si può anche essere «ingoiati».
La natura, dunque, le figure dell'amore e degli affetti, la sua stessa città, i ricordi di viaggi e di luoghi visti sono altrettanti universi da interrogare per leggervi i termini di una corrispondenza, punti di riferimento dei propri dialoghi anche interiori, elementi che definiscono gli spessori di una vita, le sue aspettative. Sandra Di Domenico vi si accosta -volta a volta- con forza, con dolcezza, con tenerezza, altre volte con impeto, con trepidazione, con allegria, con curiosità, con dolore.

Introduzione di Elvio Guagnini


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Collana "Gli Emersi - Poesia"
pp.48 €12,00

ISBN
978-88-6498-659-3