L'isolamento o meglio l'allontanamento per una lunga malattia mi ha indotto come persona speranzosa ad affrontare i miei fantasmi, a setacciare ricordi, a rivivere momenti di vita domestica, a ritrovare le sonorità assorbite durante le stagioni all'aperto, nei giochi dell'infanzia e dell'adolescenza. La memoria nell'esercizio del ricordo recupera nodi e snodi dell'esistenza rivisitati e riletti nella riflessione dell'età matura. Ne deriva una poesia sobria che con garbo e riserbo, racconta di rapporti affettivi, di dinamiche familiari, di destino personale, tra realtà, speranza e incanto in versi che chiariscono, poesia che lenisce e cura.
Tratto dalla prefazione di Lorella Battisti


