Aprire questo libro è come entrare in una camera oscura, man mano che ci inoltriamo nei frammenti accolti in queste pagine cominciamo a distinguere le forme emerse dall'indagine esistenziale degli autori. Prima arriva il bianco e nero, poi il silenzio che gli appartiene, e infine, quasi con naturalezza, la parola. Non una parola che spiega in maniera didascalica le immagini, ma una scritta parola che interroga il lettore obbligandolo a divenire coautore di questo attraversamento emotivo. È in questo strofinamento gentile tra fotografia e poesia che "Negativi diversi" trova il suo spazio d'azione in una voce plurale a tre timbri, che propone percorsi complementari che perlustrano il senso del nostro arco vitale.
Tratto dalla prefazione di Giuseppe Aletti


